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La Foce sulla Val d’Orcia

Nel comune di Chianciano, al confine tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia si trova La Foce, una casa gentilizia il cui corpo principale risale alla fine del ‘400, punto di sosta sulla Via Francigena, immersa in un bellissimo giardino. Tutto il complesso, di proprietà privata, appartiene ancora oggi agli eredi di Antonio e Iris Origo che lo acquistarono negli anni ’20 del ‘900, insieme a una vasta estensione di terreni agricoli all’intorno.

Il viale d’entrata bordato di cipressi
Il giardino privato

Il giardino, disegnato a più riprese dall’architetto paesaggista inglese Cecil Pinsent, che si occupò anche della ristrutturazione e ampliamento della casa, è suddiviso in parti diverse. Il giardino dei limoni e il giardino delle rose sono definiti da naturali siepi di bosso o da muretti di travertino. Verso sud, oltre il pergolato di glicine – bellissimo nella sua fioritura primaverile – ci si perde salendo verso il bosco di lecci.  Il “giardino formale inferiore” si affaccia invece su uno dei più iconici panorami della Val d’Orcia.

Il giardino formale di Cecil Pinsent
Il viale delle ortensie

È un posto che si può apprezzare nelle diverse stagioni dell’anno. Ma insieme alla bellezza del giardino, quello che impressiona nella visita è il racconto del “progetto di vita” di Iris e Antonio Origo. La coppia aveva deciso di stabilirvisi e realizzarvi un complesso intervento di carattere socio-economico per trasformare la povera agricoltura della zona e migliorare le condizioni di vita dei contadini. Nel periodo di massima estensione la proprietà arrivò a coprire una superfice di oltre 3000 ettari, comprendente al suo interno più di 50 poderi, all’epoca condotti a mezzadria. Il terreno che trovarono era quello tipico delle crete senesi, sassoso e argilloso, povero d’acqua, ben diverso dal paesaggio bucolico che ormai associamo alla Val d’Orcia.

La Val d’Orcia dalla Foce

L’intervento di bonifica portò in primo luogo a ricercare sorgenti d’acqua, dissodare il terreno, eliminare ove possibile i sassi per migliorare la resa dell’agricoltura e la varietà dei prodotti coltivabili, disegnare e costruire strade di collegamento interpoderali. Parallelamente, furono intrapresi diversi interventi di carattere sociale per intervenire sulle condizioni di vita di chi viveva e lavorava nella proprietà. In una zona dove l’analfabetismo arrivava all’85% della popolazione, venne aperta una scuola, un asilo per i bambini, un ambulatorio medico e furono messi a disposizione dei locali per il dopolavoro. Il progetto riguardava quindi non solo lo sviluppo di un’attività economica agricola, ma anche la crescita del tessuto sociale.

Un podere nei pressi della Foce

Il ruolo svolto dalla famiglia Origo si manifestò in tutta la sua rilevanza nel corso della seconda guerra mondiale, dove Antonio e Iris si schierarono nettamente contro il fascismo. Nella casa della Foce furono ospitati bambini provenienti dalle zone sfollate di Torino e Genova. I partigiani e i soldati britannici fuggiti dalla prigionia furono supportati con cibo, abiti, attrezzature e indicazioni su luoghi e case in cui rifugiarsi. Iniziative che dovevano in ogni caso essere improntate alla massima cautela per la presenza dei fascisti e la vicinanza dei tedeschi che nella ritirata dall’Italia verso nord arrivarono a occupare la residenza.

Tutti questi eventi sono raccontati in prima persona in un libro/diario scritto da Iris Origo, Guerra in Val d’Orcia. Il libro è una testimonianza diretta scritta per le giovanissime figlie, nel timore di essere scoperti, arrestati, uccisi. Il libro ha la vividezza e la spontaneità della vita vissuta un giorno dopo l’altro, con le difficoltà e i problemi, grandi e piccoli, da superare quotidianamente in un microcosmo che si trovava ad affrontare i grandi eventi della guerra e della storia.  

Notizie pratiche

Il giardino è situato nel comune di Chianciano Terme (SI), in via della Vittoria 51. È visitabile in alcuni giorni della settimana, solo con visita guidata da prenotare anticipatamente. Tutte le informazioni sono rinvenibili sul sito www.lafoce.com.

Il libro di Iris Origo, Guerra in Val d’Orcia, è edito Longanesi e ristampato dall’editore Le Balze; nel 1994 Nino Crescenti ne trae un documentario.

In rete sono disponibili le testimonianze video di alcuni di coloro che parteciparono alla “marcia dei bambini”, organizzata la notte del 29 giugno1944 da Iris Origo e altre donne per portare sfollati e molti bambini da La Foce a Montepulciano.

La storia di Iris Origo e dei giorni della Resistenza a La Foce è in un podcast di Rai Radio 3

(https://www.raiplayradio.it/audio/2020/04/Belle-storie-Donne-e-uomini-nella-Resistenza-bdbdeea5-4825-4532-9a52-c0c0ce001dcb.html)

2 commenti

    • Claudio I.

      Ciao Claudio.
      La bonifica della val d’orcia iniziò dalla metà degli anni venti. Prosegui per oltre un decennio. Consistette nella rimozione dei grandi massi argillosi, nella regolazione delle acque , nel miglioramento delle strade interpoderali e nella varietà delle colture. Alla fine i casali erano diverse decine e quasi tutti autosufficienti. Poi arrivò la guerra, quindi l’emigrazione e la monocoltura che vediamo oggi, che produce il segno grafico e turistico al paesaggio.

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