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Fuori Londra: campagna e villaggi della tradizione

Usciamo da Londra per esplorare la campagna inglese e i suoi villaggi che hanno mantenuto il fascino della tradizione locale. La nostra scelta cade su Rye nell’East Sussex e Amersham nel Buckinghamshire, ambedue raggiungibili agevolmente con i mezzi pubblici.

A Rye arriviamo con il treno della Sourtheastern Railways in poco più di un’ora e mezza, partenza dalla stazione di London Bridge e cambio a Ashford International.

Rye – Le tradizionali case a graticcio

Da qualche parte leggiamo che è il “villaggio più pittoresco” dell’Inghilterra. E in effetti è molto grazioso e ben mantenuto. Ha un’impronta medievale riconoscibilissima e intatta, fatta di strade acciottolate, case a graticcio, pub storici, una porta di accesso al centro storico (Landgate, l’unica rimasta), protetta da due imponenti torri circolari. In cima alla collina, la cattedrale di Saint Mary, romanica, e il piccolo castello, una struttura quadrangolare con grosse torri circolari, a protezione delle invasioni dal mare.

Rye – Landgate, porta di accesso alla cittadina

L’importanza di Rye in epoca medievale era infatti legata alla sua posizione sulla Manica. Insieme alle cittadine limitrofe di Dover, Hastings, Sandwich e Hythe, faceva parte di una confederazione chiamata Cinque Ports (‘cinque porti’), cui era affidata la difesa delle coste britanniche. Con il tempo il mare si è ritirato e Rye ha perso questo ruolo, anche se continua a essere considerata una città portuale, trovandosi alla confluenza di ben tre fiumi. 

Rye: una cartolina panoramica
Rye, passeggiando per il centro

Abbiamo passeggiato senza meta per le stradine medievali, ammirando la cura con cui sono state mantenute le costruzioni tradizionali. Abbiamo ritrovato diverse piccole chiese sparse nelle viuzze secondarie e oggi non più in uso.

E poi, abbiamo visitato la Lamb House, una bella costruzione georgiana, nella quale ha vissuto per molti anni lo scrittore Henry James, facendone un cenacolo letterario che ha ospitato poeti, scrittori, artisti. Tra gli altri, Virginia Woolf. E tutti gli amici hanno lasciato nei loro scritti la testimonianza della calda ospitalità di James. La casa è oggi affidata alle cure del National Trust e ospita in parte arredamenti originari di fine ‘800. La presenza di libri, documenti, abiti sparsi qui e là, tavole apparecchiate, nella migliore tradizione della cura del National Trust, dà l’impressione di entrare in una casa abitata fino a un attimo prima, il cui proprietario è uscito per una passeggiata. All’esterno un bel giardino circondato da un muro, con il prato verde, diverse varietà di rose fiorite, una fontana con le ninfee, un piccolo giardino odoroso.

Rye – Meirmaid street

Fuori delle mura del villaggio troviamo numerosi negozietti che offrono oggetti vintage e piccolo antiquariato. Imperanti quelli risalenti agli anni ’60-’70 del ‘900. Un giro al loro interno è come un tuffo nel mondo di cinquanta anni fa, nelle case dei nostri nonni.

Insomma un posto perfetto per trascorrere una giornata fuori città.

Ad Amersham arriviamo direttamente con la metropolitana londinese. È il capolinea della linea Metropolitan, a nord-ovest della città. Il treno viaggia lentamente e il tragitto è lungo: più di un’ora alla fine. Il paesaggio che si attraversa alterna zone industriali-residenziali non particolarmente attraenti a una campagna rigogliosa e movimentata da dolci colline verdi. La stazione di Amersham è una vecchia costruzione in legno, dalla vernice un po’ scrostata, con tutto il fascino della stazione di un posto un po’ fuori mano.

Arrivando a Old Amersham

Troviamo facilmente la strada per arrivare a Old Amersham, un sentiero che corre in mezzo a un bosco di alberi ad alto fusto che ci riparano provvidenzialmente da una pioggerella che ha cominciato a scendere. Uscite dal bosco, siamo in cima a una collina, ci troviamo di fronte un panorama inaspettato che ci colpisce per la vivacità dei colori: in lontananza morbide colline verde scuro, che si stagliano contro un cielo ormai del tutto grigio. In secondo piano il villaggio con le sue case in mattoni di terracotta e la torre della cattedrale in pietra. E in primo piano un vasto campo di grano ormai maturo di un giallo brillante e vivace, macchiato qua e là, lungo i bordi della stradina che porta al villaggio, dal rosso intenso dei papaveri.

Siamo dentro Old Amersham, nel giardino accanto alla cattedrale, pieno di rose, fiori, piante, frutto di una cura sapiente, anche se tutto vuole sembrare “naturale”: un giardino all’inglese, cioè.

Amersham ha una sua storia antica. Una targa commemorativa ci informa che il toponimo era citato sul Domesday Book, un manoscritto che raccoglie i risultati del censimento indetto da Guglielmo il Conquistatore nel 1085.

Amersham, architettura tradizionale

Il villaggio è esattamente come si immagina un villaggio della campagna inglese: piccole case, al massimo di due piani, in mattoni di terracotta, tetti spioventi, infissi in legno bianco. Alcune case sono piuttosto vecchie. Ci soffermiamo a leggere qualche targa: le più antiche risalgono al 1600. Si nota una cura maniacale nel conservare queste costruzioni ormai storiche che fanno parte del patrimonio architettonico inglese e proprio per questo vanno preservate.

Old Amersham, l’architettura si rinnova!
Amersham, sbirciando nei giardini delle abitazioni

Dalla High street, la strada principale, prendiamo una stradina laterale e ci inoltriamo verso l’interno del paese. Qui troviamo case più grandi, potremmo dire più importanti. Alcune sono nuove costruzioni, architettonicamente anche molto belle, che si notano proprio per la loro diversità rispetto allo stile tradizionale.

Il confine villaggio-campagna non è netto, anzi la campagna si insinua tra le abitazioni. Dalla strada carrozzabile è possibile imboccare un sentiero in terra battuta che conduce tra i prati, costeggia un piccolo corso d’acqua, sale su una collina che permette di ammirare il paese dall’alto e in pochi passi conduce di nuovo tra le case.

Old Amersham, immerso nella campagna

Amersham non sembra avere pretese turistiche. Per quanto potrebbe diventare meta di turismo, perché ne possiede molte caratteristiche “estetiche” di successo. Allora ci chiediamo: è un paese accogliente? Non sappiamo dare una risposta, ma conveniamo che vi si respira l’atmosfera di un paese “vissuto” dalla comunità dei suoi abitanti.

Oggi si festeggia Saint Mary, cui è intitolata la cattedrale, con una piccola fiera nel giardino della chiesa e fuori sotto i portici di una casa. Bancarelle con prodotti artigianali, succhi di frutta e marmellate, piccole torte e pie salate fatte in casa, libri usati che ovviamente ci fermiamo a sfogliare: quelli di cucina sono appannaggio di Chiara. Io mi soffermo sul diario di un appassionato bird-watcher, ritrovato dal figlio dell’autore, che lo ha completato con acquerelli degli uccelli descritti. La banda locale suona brani di diversa provenienza: da quelli più classici e tradizionali ai musical di Broadway.

Londra sembra molto lontana.

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