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CATTEDRALI ROMANICHE DI PUGLIA – L’itinerario prosegue

Continuiamo il nostro itinerario in Puglia. In questa seconda parte ci attendono ancora bellissime cattedrali e molto altro…

L’itinerario: seconda parte

La poesia di Trani

E Trani ci entra nel cuore. La troviamo bellissima, elegante, curata. Una parte ottocentesca, ben mantenuta, palazzetti signorili e negozi stilosi. Aldilà di questa zona, verso il mare, si estende il centro storico più antico, con le sue strade lastricate in pietra antica locale, le “chianche” ormai lucide per l’uso. Un dedalo di strade strette che si aprono improvvisamente su ampie piazze, luminose. Ognuna ospita una chiesa. La maggior parte sono chiuse, ma troviamo sempre un cartello con alcune informazioni sulle loro origini che ci permettono di contestualizzarle rispetto all’ambiente circostante. Ne incontriamo una aperta con il custode che ci invita a entrare. È la chiesa di San Giacomo, prima cattedrale di Trani risalente all’inizio del XII secolo che necessiterebbe di importanti lavori di restauro. Quel poco che è stato fatto ha permesso di scoprire sulla parete accanto all’altare un affresco bizantino raffigurante l’imperatrice Teodora. Restiamo colpiti e lasciamo un’offerta per i lavori. Alcuni toponimi che incontriamo nel nostro vagare senza meta apparente (via Scolanova, via Giudea, via Sinagoga) ci indicano che siamo nell’antico ghetto ebraico, la cui comunità, scopriamo, ha avuto un importante ruolo nella vita economica della città già dal XII secolo.

Trani: i vicoli del centro storico

Il porto di Trani è un porto turistico, ma anche un porto di pescherecci. Nel tardo pomeriggio, è ormai buio, arrivano le barche dei pescatori con il pescato del giorno. Lo scaricano e lo mettono immediatamente in vendita sul molo dove i tranesi in attesa si accalcano intorno ai banchi, per acquistare o anche solo per dare un’occhiata. Ovviamente noi ci accodiamo agli abitanti con curiosità e interesse, pregustando l’ottimo pesce che ci attenderà la sera a cena.

L’arrivo dei pescherecci nel porto di Trani

Perla della città è la sua cattedrale, che emoziona per la sua posizione, bianca contro l’azzurro del cielo e del mare e per sottofondo lo sciabordio delle onde che si infrangono lì accanto. Rinviamo al sito Before Chartres ogni descrizione, certamente migliore di quella che potremmo dare noi (Trani: volto antico, absidi d’astronave – Before Chartres).

Trani: la cattedrale direttamente sul mare

Lasciamo Trani a malincuore. Avremmo continuato volentieri a passeggiare senza meta, perdendoci nei suoi vicoletti.

Continuiamo il nostro itinerario pugliese

Tappa successiva: Molfetta. Anche qui la cittadina si sviluppa intorno al porto. Sul mare, ormai arretrato di qualche decina di metri, il Duomo di San Corrado, altro esempio di romanico. All’esterno è una costruzione in pietra che ha visto sommarsi interventi diversi. Aggiunte successive, addossate alla chiesa originaria, che risale alla seconda metà del XII secolo. Nei secoli che seguirono furono aperte cappelle gentilizie che oggi circondano disordinatamente l’edificio. All’interno ci ha colpiti la tripartizione longitudinale dello spazio della navata centrale, coperta con tre cupole in pietra che si susseguono in asse una dopo l’altra e poi la decorazione di capitelli, mensole, archetti pensili e il moro che sorregge l’acquasantiera. Mentre ci aggiriamo tra le navate, nella chiesa si svolge il rito del battesimo di una bimbetta che strilla e urla, sotto lo sguardo tra il comprensivo e il divertito del sacerdote officiante. La situazione mette buonumore! 

Molfetta: il Duomo di San Corrado

È il giorno dell’Epifania, una bella giornata, l’atmosfera è gradevole. Molte persone sono in giro, si godono il sole sul lungomare o un aperitivo nei locali che si aprono sulle piazze del centro storico. Noi per un prezzo irrisorio ci concediamo un bel pezzo di morbida focaccia con pomodorini e origano. Che bontà!

Ci rimettiamo in cammino per arrivare a Bari, poco distante. È una città grande e si nota subito la differenza con quelle più piccole cui ci siamo dedicati nei giorni precedenti. Ci concentriamo soprattutto su Bari vecchia, dove abbiamo trovato un ottimo b&b, che ci permetterà di lasciare l’auto nel posteggio e di girare solo a piedi. È ormai pomeriggio e approfittiamo degli ultimi sprazzi di luce per una passeggiata sulle mura della città da piazza Ferrarese al museo archeologico di Santa Scolastica. Il tragitto non è lungo, ma consente di ammirare da una posizione sopraelevata l’intrico di stradine della Città vecchia da un lato e il lungomare dall’altro.

Bari: iconica la basilica di San Nicola

Ancora due grandi chiese romaniche, la basilica di San Nicola e la cattedrale di San Sabino, interessanti da visitare. Alcuni reperti sono pregevoli: il ciborio e la cattedra vescovile a San Nicola, oltre i bellissimi capitelli della cripta, istoriati con elementi vegetali e con animali più o meno fantastici. E anche gli scavi archeologici condotti sotto la cattedrale che hanno fatto emergere resti di origine romana, compreso il tipico basolato di una strada e alcuni mosaici ben conservati sia romani che paleocristiani. Ma noi abbiamo ancora negli occhi e nel cuore la cattedrale di Trani e facciamo fatica a non fare confronti!

Bari – Religiosità popolare in un sottopasso

E poi ritroviamo le contraddizioni tipiche della grande città. Dalla street art di #Lediesis, eroine portatrici di emancipazione, indipendenza, consapevolezza e la tipica S di Superwoman sul petto che le caratterizza. Alle immagini di religiosità popolare, sparse qui e là.

#Lediesis a Bari – Trinity da Matrix
#Lediesis a Bari – Maria Callas

Il nostro itinerario alla scoperta delle cattedrali romaniche ci porta a Bitonto. Il tempo è cambiato e piove fitto. Arriviamo alla piazza su cui si affaccia la cattedrale e rimaniamo colpiti dall’architettura e dalla decorazione della facciata e delle fiancate laterali. All’interno abbiamo appena il tempo per una veloce occhiata: sta per iniziare un funerale. Usciamo mentre la chiesa si riempie di partecipanti alle esequie. Fuori la banda cittadina accompagna l’entrata del feretro in chiesa: sembra di essere in un film ambientato nella New York degli anni ’30. Purtroppo la concomitanza con la cerimonia funebre non ci consente la visita dell’area archeologica recentemente venuta alla luce nella cripta che, abbiamo letto, contiene testimonianze di epoca romana e altomedievale, compresi i resti di una basilica paleocristiana preesistente.

Bitonto: la cattedrale

Nonostante la pioggia e il senso di solitudine che emana dalle strade vuote, facciamo un giro nella città: ancora un bel centro storico e palazzi nobiliari eleganti. Rimpiangiamo di non avere una bella giornata di sole.

Arriviamo a Ruvo all’ora di pranzo. Nessuno in giro. Eppure sparse per il centro ci sono belle installazioni artistiche che denotano una certa vivacità culturale! Ne approfittiamo per ammirare un’altra bellissima cattedrale, con una facciata essenziale, pulita, che mette in evidenza gli elementi architettonici di rilievo: il portale centrale riccamente decorato, il rosone, una bifora.

Installazione artistica a Ruvo

Alla ricerca dei taralli più buoni

A Bitonto una digressione mangereccia. Andiamo alla ricerca dell’Antica Forneria di Anna Antonino, laboratorio dove si producono i taralli, famosi nella zona. Non senza qualche difficoltà riusciamo a trovare il posto che è un piccolo laboratorio in una stretta strada semiperiferica, senza neanche un’insegna che ne annunci la presenza. Non sembra quasi si tratti di una rivendita. Una volta entrati siamo accolti dal profumo fragrante di taralli appena sfornati. Lo spazio del locale è ingombro di scatole piene di confezioni pronte per la consegna. Al bancone tre donne al lavoro preparano artigianalmente, cioè a mano, i taralli, con velocità e precisione che abbiamo ammirato impressionati. Va da sé che poi abbiamo cercato in rete informazioni sull’azienda. La storia è interessante, andate a leggerla (https://www.anticaforneria.com/). E i taralli sono veramente molto buoni!

Quasi alla fine del nostro itinerario. Vi aspettiamo con il prossimo articolo che ci porterà in Basilicata.

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