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Bretagna per noi: un’introduzione

La Bretagna è l’ultima propaggine della Francia che a nord-ovest si estende verso il mare aperto, allungandosi nell’Atlantico, con una tensione quasi fisica che fa pensare a una possibilità di distacco dal resto del paese, quasi a voler concretizzare la sua forte identità nazionale. Questa si esprime persino con una lingua di matrice celtica, del tutto diversa dal francese, che si cerca di mantenere viva, anche se l’UNESCO la cataloga tra le lingue gravemente minacciate di estinzione. È un fatto comunque che andando in giro per la Bretagna i nomi delle città e dei paesi, in generale le indicazioni geografiche, sono proposti in bretone e francese.

Phare du Petit Minou

Nell’immaginario collettivo la Bretagna è un paese del Nord: vento, nebbia, mare in burrasca, freddo. E sicuramente sono queste le condizioni climatiche che caratterizzano la regione per gran parte dell’anno, come testimoniano tante fotografie che incontriamo esposte nei villaggi e che raccontano la dimensione della vita difficile che i bretoni hanno condotto fino a pochi decenni fa. Noi, in piena estate, abbiamo avuto un clima mite, caldo e assolato, senza gli eccessi climatici delle regioni più meridionali. E in questa stagione siamo rimasti affascinati dalle lunghe giornate estive, dove a luglio il crepuscolo non arriva prima delle dieci di sera, regalandoci qualche ora in più di luce per andare alla ricerca degli spettacolari tramonti sul mare. Poi un retropensiero ti porta a considerare che la Bretagna andrebbe visitata proprio in inverno, per cogliere l’essenza della regione, fatta di eventi climatici estremi e dove i naufragi in mare sono stati frequenti fino a un passato recente.

E i bretoni? Abbiamo incontrato persone comunicative (più della generalità dei francesi), simpatiche, disposte a fare quattro chiacchiere. E questo è il plus di ogni viaggio!

COSA VEDERE IN BRETAGNA?

Un viaggio in Bretagna consente di mettere insieme natura e arte, cultura e storia in uno spazio non eccessivamente esteso. Un territorio che può essere esplorato con spostamenti contenuti, facendo tappa in pochi punti strategici e di lì muovendosi a raggiera. Mete diversificate che permettono di soddisfare propensioni differenti. Indispensabile avere a disposizione un mezzo proprio, auto, moto, bicicletta (per chi se la sente) ed essere disposti a camminare molto, perché per apprezzare alcuni luoghi è necessario percorrere qualche sentiero un po’ sassoso, con il passo lento del viandante.

La natura la fa da padrona. Le coste della Bretagna, in gran parte rocciose e alte, massi di granito modellati dal vento e dall’acqua, si aprono di tanto in tanto in spiagge di sabbia bianca e acqua cristallina. E se per fare il bagno è necessario un po’ di coraggio perché l’acqua dell’oceano è fredda, le coste sono percorse da una rete di sentieri escursionistici (GR34) molto ben tenuti. Qui raccontiamo il nostro itinerario costiero.

Un posto a parte lo merita l’isola di Ouessant, al largo della costa di Brest, in mezzo all’oceano. Noi ci abbiamo lasciato il cuore.

Diverse cittadine e paesi più piccoli hanno una bella impronta medievale: strade acciottolate, case a graticcio e in pietra, chiese gotiche. È molto gradevole passeggiare per le stradine, fermarsi per un caffè ai tavolini di un bistrot sulla piazza, girovagare in cerca di elementi architettonici tipici. Alcuni paesi hanno un’impronta prettamente turistica: ben tenuti, vi si incontrano soprattutto piccole gallerie d’arte, botteghe artigiane, negozi di delikatessen (sardine, biscotti, sidro), souvenirs. Nel caso di centri urbani più grandi, invece, la città con le sue componenti attuali si inserisce nella struttura più antica, a volte integrandosi in armonia, altre con alcuni contrasti un po’ stridenti. Il racconto dei luoghi che abbiamo maggiormente apprezzato è qui.

Il sentimento religioso è una componente imprescindibile di questi luoghi e della cultura bretone. Forse legato alla durezza della vita che gli abitanti hanno affrontato nei secoli. In alcune chiese più antiche incontrate sul nostro percorso abbiamo trovato affreschi e statue risalenti al ‘400/’500 esempio di una religiosità peculiare. Interessanti gli Enclos parroissiaux, tipici della Bretagna e di una visione originale del cattolicesimo. Qui raccontiamo quelli che ci sono piaciuti di più.

Interessanti anche i reperti archeologici di epoca preistorica, pur non facilmente leggibili. Il ricorso a una visita guidata in questi casi decisamente aiuta.

Da ultimo, abbiamo trovato molto interessante, il Domaine di Kerguéhennec, un castello risalente al XVIII secolo, con un grande parco all’intorno che raccoglie una collezione di sculture contemporanee, appositamente create dagli artisti per essere collocate nel parco.

Case a graticcio a Dinan
COME CI SIAMO ORGANIZZATI?

Il nostro itinerario, partito da Rennes, dove siamo arrivati in aereo e abbiamo affittato un’auto, è terminato a Nantes, dove abbiamo riconsegnato l’auto e preso un aereo per rientrare in Italia. Non essendoci voli diretti da Roma, abbiamo fatto scalo all’andata ad Amsterdam e al ritorno a Madrid. In alternativa avremmo potuto arrivare e ripartire da Parigi, raggiungendo la Bretagna in auto da lì.

Abbiamo prenotato dall’Italia tutte le sistemazioni alberghiere: piccoli hotel, b&b, appartamenti che in generale hanno soddisfatto le nostre aspettative.

Quello che ci sentiamo di consigliare è ‘O temp de Rose a Morlaix (https://o-temps-de-rose-morlaix.hotelmix.it/), un b&b delizioso in una piccola casa in pieno centro, ristrutturata con sapienza e arredata con grande gusto. L’accoglienza da parte della nostra ospite è stata molto amichevole e attenta. Di ottimo livello e abbondante la colazione.

La cucina bretone, sulla scia di quella francese, è molto buona. Crostacei, frutti di mare, pesce la fanno da padroni. Per qualcosa di più semplice, nelle tante crêperies che si incontrano in ogni luogo, si possono provare le galettes. Crêpes di grano saraceno con farciture dalle più semplici (prosciutto e formaggio) alle più elaborate a base di salumi, pesce, ortaggi per un’opzione vegetariana. Quelle che ci sono piaciute di più? Le galettes mangiate a La Marjolaine a Chateaulin, sulla strada che costeggia il canale Nantes-Brest. Ottima la scelta dei vini, ma anche birre artigianali e, se piace, sidro locale brut. Per colazione, considerate le propensioni italiane, prodotti da forno (brioches, pain au chocolat, pain aux raisins), comprati freschi al mattino nella boulangerie sotto casa.

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